JUDO

Ho iniziato lo Judo nel 1973, trasferitomi di casa vicino ad una palestra dove facevano ginnastica artistica, di cui ero innammorato, pregai mio padre di iscrivermi, avevo 14 anni e fino a quel momento oltre il solito pallone, come chiamavamo il calcio, avevo praticato atletica leggera, 110 ostacoli e corsa campestre, vallavolo e basket.

Mio padre vedendo che la palestra era di un suo amico mi porto ben volentieri alla Polisportiva Edera di Pescara del Prof. Carlo Alberto Bassani, ch evedendo mio padre gli disse Gabriele oltre alla ginnastica fagli fare anche Judo cosi almeno impara a difendersi un po di piu, io dissi Judo_ ma che cosa e- il Prof. mi rassicuro dicendomi vedrai ti piacera- e cosi iniziai, la prima lezione arrivando in palestra sentii i colpi sul tatami e vidi questi ragazzi tutti con questi kimono bianchi, che sembravano dei grandi pigiami che si prendevano e si sbattevano per terra, il mio pensiero e stato questi sono matti cadere a terra cosi di schiena- ma neanche per sogno, avevo mio padre che soffriva di dolori alla schiena figuriamoci se ero tranquillo, gia mi vedevo come mio padre con un sacco di dolori.

In palestra esra strutturato in questo modo, due tatami uno per lo judo un 8×4 e poi alla fine di esso 4 materassine blu di ginnastica, quando si arrivava si facevano due tre lezioni sulla materassine blu con il figlio del prof. Alfredo Bassani gia allora campione Italiano, e mentre gli altri si allenavano sul tatami lui insegnava a fare le cadute, dopo queste brevi lezioni c era un piccolo esame dove il Prof. controllava se sapevi cadere e ti dava l ok per iniziare ad allenarti sul tatami con il kimono. Io impiegai ben 6 lezioni alla fine Alfredo per disperazione mi disse e ora che vai di la, all esamino mi fu dato il permesso di iniziare sul tatami con la raccomandazione che quando cadevo non dovevo battere la testa e fare attenzione, cercai subito un kimono usato – non cerano soldi per uno nuovo- e cosi iniziai, in brave tempo mi accorsi che ero piu portato per lo Judo che per la ginnastica artistica anche se la continuai per tre anni.

Dopo un anno una sera durante il randori feci un sasae tsuri komi ashi in sacrificio realizzando un  ippon , che non scordero mai- ad un ragazzo che era un agonista, ed il prof. mi diede subito dei documenti per poter far ela visita medica agonistica me mi permetteva cosi di entrare nella squadra agonistica della polisportiva.

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